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in Fotografia Digitale | Angolo dell'esperto
15/03/2012 11:58 - Di: Marco Bertani

  Marco Bertani
Tutor di Fotografia
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Oggi facciamo un piccolo passo indietro per fare una precisazione, dicendo che la lunghezza focale, in un sistema composto da una sola lente, è la DISTANZA tra il centro di essa e il piano focale.

Immagine 1

Nell'ambito della fotografia, però, in generale, gli obiettivi sono tutti composti da più GRUPPI DI LENTI: quindi si è stabilito che la distanza focale di una lente viene calcolata da un PUNTO SCELTO vicino al diaframma, che si chiama "punto nodale posteriore".

Immagine 2

La distanza focale, quindi, non è nient'altro che la distanza tra quel punto e il piano su cui i soggetti sono messi a fuoco all'infinito.
La lunghezza focale degli obiettivi è quel fattore che determina l'ANGOLO DI CAMPO della ripresa: ciò dipende anche dalle dimensioni del supporto. Due obiettivi di focale uguale variano l'angolo di campo ripreso in base alla dimensione della superficie del sensore se si tratta di una macchina digitale, e della pellicola se invece la macchina è ancora analogica (per questo si parla di macchine fotografiche a pieno formato o con una superficie impressionabile ridotta).
Per essere concreti, quando parliamo di lunghezza focale stiamo parlando di quel NUMERO che indica l'obiettivo che stiamo usando, o che vogliamo comprare: per le macchine fotografiche comuni (35mm), un obiettivo viene definito NORMALE se ha lunghezza focale pari a 50mm, che è l'equivalente della diagonale del fotogramma.
Quelli con focale minore sono definiti GRANDANGOLARI, mentre quelli con focale maggiore TELEOBIETTIVI.

Immagine 3

Per le regole comuni di geometria, sappiamo che la PROSPETTIVA non cambia se il PUNTO DI VISTA e l'OGGETTO ripreso rimangono fissi; essa varia solo se ci spostiamo dal punto di ripresa.
Il variare della focale è una conseguenza del cambiamento di prospettiva, non la causa: quindi solo se ci spostiamo arretrando cambiamo la prospettiva e la dimensione dell'oggetto, che apparirà più piccolo all'interno del fotogramma; di conseguenza dovremo cambiare la focale aumentando il numero ( es. da 35mm a 70mm) per ingrandirlo.

Immagine 4

Tutti gli obiettivi, come detto precedentemente, sono formati da più gruppi di lenti, perché solo così si riescono a correggere le aberrazioni ottiche e quelle cromatiche. Vengono sempre realizzati con diversi tipo di vetro: ad oggi vengono utilizzati vetri "ottici"ad altissimo livello di rifrazione, trattati in modo tale da diminuire al massimo la quantità di luce riflessa dalla lente e aumentare la luce rifratta.
Gli obiettivi moderni adottano anche lenti cosiddette 'asferiche', la cui curvatura non è una porzione di sfera. L'utilizzo di queste lenti aiuta a contenere difetti come l'aberrazione sferica.

Esistono obiettivi a lunghezza focale fissa, ma quelli che vengono utilizzati più di frequente sono gli ZOOM, cioè obiettivi più complessi che attraverso la rotazione della ghiera ci permettono di stringere o allargare l'angolo di campo, cambiando dunque la LUNGHEZZA FOCALE. Il loro difetto, però, è quello di non avere una luminosità elevata.

Prossimamente analizzeremo appunto la luminosità degli obiettivi, altro aspetto determinate che influisce sul loro utilizzo e sul loro costo.

Marco Bertani | www.marcobertani.it

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